Uno degli inni più
belli della liturgia, l’antico Veni Creator Spiritus
che si canta a Pentecoste, nella terza e quarta quartina, riferendosi
allo Spirito di Dio invocato come Spirito Creatore, recita:
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce dell’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
L’irradiarsi dei suoi sette doni nel momento in cui visita le
nostre menti ha l’effetto di suscitare parole, di essere luce
all’intelletto, di costituirsi come fiamma ardente e guaritore
di ferite. Quali parole può evocare la presenza dello Spirito
nell’uomo moderno? Di quale luce abbiamo bisogno? Di quale tepore
necessita il nostro cuore? I nostri sono tempi strani. Grandi ed evidenti
contrasti dilaniano la realtà della vita e della società:
ricchi e poveri; Nord e Sud; uomini rannicchiati in se stessi e altri
senza radici; lotte tra culture; lotte in ufficio; conflitti commerciali...
Su tutti questi contrasti nascono domande, tante domande. Paradossalmente
colui che avverte la presenza dello Spirito non fa che porsi domande,
richieste di senso che diventano sempre più pressanti a mano
a mano che approfondisce la sua esperienza e il suo cammino di fede.
E le risposte? Non è facile cercarle, tanto meno trovarle.
Eppure un aiuto possiamo averlo partendo dall’antica dottrina
dei doni dello Spirito. I primi tre vanno in soccorso di colui che,
osservando la storia, non si accontenta di analisi superficiali.
1. Scienza
Come leggere il mondo? La realtà in cui viviamo è complessa.
Questa affermazione, all’apparenza banale, nasconde un’importante
implicazione: in tutto ciò che succede noi ci orientiamo con
crescente difficoltà. Partendo da un’oggettiva necessità,
quella di capire qualcosa di ciò che ci circonda, vengono selezionate
per noi - in modo assai poco innocente - informazioni che acquistano
molta importanza. Così siamo orientati verso un modo di valutare
le cose spesso filtrato attraverso il rapporto di forza. E’ importante
ciò che spicca, ciò che si innalza sopra la normalità:
ha valore, quindi, ciò che turba l’equilibrio. Secondo
questo principio sono importanti la principessa Diana, i commentatori
politici, i grandi magnati dell’industria, gli uomini pubblici
(conduttori di spettacoli, calciatori, e così via) e coloro che
compaiono con più frequenza sul video. La scienza spirituale
è un dono tanto utile quanto poco apprezzato, perché mette
in dubbio questa realtà, insinua nella nostra coscienza che esistono
altri modi di vita basati sull’equilibrio e sulla valorizzazione
della quotidianità. A fronte di tutti gli esotismi o le evasioni
che vengono cercati per ritagliarsi una fetta di straordinarietà
(discoteche, esperienze “forti”, ecc.) occorre prendere
coscienza che il mondo è fatto di gente normale e non esiste
capo o potente che possa dirsi tale se non ci fosse chi lo sostiene
con i suoi sacrifici.
Questo è il significato del mettere sotto l’ala di Dio
l’insieme del mondo e della vita. Il risultato è un modo
nuovo di vedere le cose: la scienza dello Spirito apre gli occhi. E
si impara a vedere tutto come un inno alla vita. La bellezza del mondo,
a ben guardare, consiste proprio in questa sottomissione alla normalità.
Quali criteri di riferimento? Il problema è avere criteri di
riferimento. Non tutto ciò che vediamo è bello. Non tutto
ciò che facciamo è buono. Non tutto ciò che è
buona intenzione si risolve in buona azione.
2. Intelligenza
Il secondo dono dello Spirito è la risposta alla richiesta di
criteri. Occorre infatti entrare dentro l’intelligenza di Dio
con infinita umiltà per comprendere che nel mistero di Dio molti
fatti possono anche non riuscire comprensibili. Dobbiamo ad esempio
lottare per i nostri diritti? Certamente. Ma fino a che punto spingere
la lotta? Fino a che punto un’azione intrapresa con il desiderio
di eliminare un’ingiustizia non ci porta a compiere ingiustizie
più grandi? E’ questa quasi intollerabile situazione di
incertezza a caratterizzare e tormentare la vita del cristiano che cerca
nello Spirito la chiave per illuminare il mondo. L’intelligenza
per farlo è una sola, quella di colui che ha creato il mondo.
Una simile intelligenza può solo essere donata, non può
essere acquisita da nessuno. Occorre esserne a contatto, non sperare
di possederla. Lo Spirito è l’unico a possederla e regalarla.
Conoscerla è una delle più alte esperienze spirituali
dell’uomo: quella di penetrare (in modo del tutto imperfetto e
incompleto, ma comunque abbagliante) dentro il mistero di Dio per trovare
un senso nelle cose concrete della vita. Quali decisioni prendere? Decidere
è una delle operazioni più difficili che l’uomo
deve compiere. Che cosa sacrificare in termini spirituali per raggiungere
un obiettivo? Per avanzare e guadagnare un traguardo? Per pagare meno
tasse? Per dare una lezione a qualcuno che se la merita? Per risolvere
un problema internazionale come quello degli extracomunitari? A volte
leggere la situazione e discernere aspetti positivi e negativi è
facile, a volte più difficile. Difficilissimo su tutto è
scegliere quale strada devono prendere le azioni per affrontare un problema
o per risolverlo.
3. Consiglio
Abbiamo bisogno di consigli, tanto più illuminanti quanto più
le decisioni che li riguardano sono grandi. Quando siamo soli nel foro
della nostra coscienza è facile sentire richiami di assoluto.
L'errore che si fa abitualmente è gettare fuori dalla coscienza
le decisioni sulle cose concrete. Come amministrare i soldi, come svolgere
il proprio lavoro, come studiare meglio, che cosa comprare e così
via. Un consiglio illuminato in realtà c'è: è proprio
quel richiamo che udiamo e che ci viene bene di escludere dalle nostre
concrete faccende private.
Lo Spirito dona consiglio, discernimento, luce. E' proprio impossibile
conciliare l'economia (anche quella domestica) con l'etica di Dio? E'
davvero improponibile il desiderio di raggiungere i propri obiettivi
con una conduzione equa e onesta delle proprie azioni? E per il cammino
di fede? Il consiglio spirituale di Dio regalato attraverso lo Spirito
si realizza nell'aiuto di persone ed eventi che intervengono nella nostra
vita. Chiedere il dono del consiglio può portare davvero lontano,
verso l'obiettivo al quale siamo tutti diretti: la santità.