Alberto Arato
Domandando s'insegna.
L'uso delle domande nell'insegnamento.

pubbl. in "La voglia di insegnare", Atti del Conv. Teaching & Learning - Dicembre 1993 - Torino
1. Perché educare a far domande?

Se una mattina, aprendo la porta dellapropria aula, un insegnante decidesse di affrontare l'ora di lezione osservando se stesso con l'occhio di un ricercatore e tentasse, taccuino alla mano, di schedare quali attività svolge principalmente in classe, probabilmente rimarrebbe sorpreso perché scoprirebbe che il compito sul quale concentra di più le proprie energie è verosimilmente quello del fare domande. D'altra parte quello stesso insegnante potrebbe meravigliarsi molto nel constatare questo fenomeno, perché la facilità e l'abitudine con cui interroga sottrae al suo controllo una serie di attenzioni cognitive molto importanti.
È per questo motivo, sconfiggere la routine dei piccoli atti quotidiani, che si avverte sempre più il bisogno nella didattica di uno sviluppo del concetto di "competenza interrogativa" come è stato suggerito da Weinrich ne "Le vie della comprensione lin guistica ".
I motivi sono evidenti: saper porre domande e creare cultura sono due attività inseparabili e interdipendenti. Si capisce facilmente infatti che solo chi sa porre le domande giuste può anche tentare di dare risposte corrette: qualsiasi ricerca scientifica, prendendo le mosse da un problema, ha bisogno di domande che pongano le basi per un
procedimento efficace. Fare una domanda giusta vuoI dire perciò mettersi sulle tracce di una risposta. [...]

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