Alberto Arato
La lingua nel diario
La scrittura dei diari è un'ottima occasione di educazione linguistica
pubbl. in "Italiano & Oltre", Anno X - N. 5 - Novembre Dicembre - 1995 - Firenze
1. Aspetti marginali

Un giorno un abile venditore fu ammesso a presentare i propri prodotti presso un importante uomo d'affari. Per i tre giorni precedenti all'appuntamento il rappresentante preparò una dettagliata scaletta di argomenti da toccare, provò molte volte il discorso che avrebbe dovuto pronunciare e lo mandò a memoria. Una volta giunto nell'ufficio del possibile acquirente, sciorinò tutte le doti oratorie di cui era capace e dopo due ore di estenuanti trattative riuscì a siglare l'affare più importante della sua vita. Al termine dell'incontro, l'interlocutore si complimentò con lui. Allora, ringalluzzito prese il caoraggio a due mani e chiese: "Qual è stata l'argomentazione che l'ha indotta ad accettare la mia proposta?" "Argomentazione? - rispose l'uomo d'affari - Veramente quello che mi ha convinto è stato il modo con cui lei mi ha salutato non appena è entrato!". Viene da chiedersi, dopo aver letto questa breve storia, se a scuola, nei rapporti tra insegnanti e alunni, ciò chelascia il segno nonpassi attraverso minuscoli eventi al di fuori della didattica piuttosto che durante il lavoro istituzionale (spiegare, correggere, interrogare). Prendiamo come esempio l'educazione linguistica. Se è vero, come afferma Wienrich, in Vie della cultura linguistica, il Mulino, Bologna, 1989, che, nell'acquisizione naturale dellamadrelingua o in quella quasi naturale di una seconda lingua, gli strumenti principali sono l'imitazione, l'apprendimento attivo (learning by doing) e il comportamento interrogativo, ne consegue che le occasioni in cui facciamo effettiva educazione linguistica comprendono praticamente tutti i momenti comunicativi della vita scolastica.
Per essere più espliciti si può dire che si fa educazione linguistica 'reale' quando si salutano gli alunni, quando si parla con loro durante l'intervallo, quando si danno informazioni sui voti, quando si esprime una valutazione, quando si dettano i compiti e via dicendo. Quelle che abbiamo elencato sono dunque occasioni 'amrginali' di educazione linguistica, ma niente affatto inferiori per importanza alle ore destinate alla grammatica e alla scrittura: se non altro a rivalutarle è la situazione concreta nella quale usiamo la lingua - la necessità reale di comunicare - che rende i testi prodotti (orali e scritti) più efficacemente strutturanti risptto alle frasi da analizzare contenute in un esercizio sul libro di grammatica. [...]

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