Alberto Arato
Il piacere delle lettura
Dossier sulla lettura

pubbl. in "Pagine Giovani", Anno XIX - N. 3 - Luglio-Settembre 1995 - Roma

1. La fatica di leggere

Dopo la tempesta che, nell'omonima opera di Shakespeare, causa il naufragio del re di Napoli, per Miranda, figlia di Prospero viene il momento delle grandi rivelazioni. Finora ella ha ignorato il motivo per cui si trovava in compgnia del padre in quell'isola: Prospero le narra la storia di famiglia, come egli sia stato duca di Milano, tradito dal fratello ed esiliato sul mare.
"- Dopo il tradimento, - narra Prospero - fummo gettati su una nave.
- Come ci salvammo? - chiede Miranda
Grazie alla Divina Provvidenza. Avevamo con noi del cibo e dell'acqua che un nobile napoletano, un certo Gonzalo cui era stata affidata l'esecuzione dell'infido disegno, spinto dalla sua carità ci aveva dato insieme a ricche vesti, biancheria, utensili che in seguito ci furono di gran vantaggio. Sapendo egli quanto io amassi i libri e sempre mosso dalla sua generosità, mi diede quei volumi della biblioteca che io apprezzavo più del ducato stesso. -

Il motivo dell'uomo che, in procinto di essere esiliato in un luogo lontano porta con sé cibo, vesti, utensili e libri, cioè nutrimento, etica, tecnica e cultura, è molto interessante. Nel locus conclusus - locus amoenus - segregato dal mondo, questa isola in cui succedono fatti non opera di esseri mortali e si odono suoni non terreni, prospero ottiene una saggezza che trascende le capacità umane grazie ai libri. [...]

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