Alberto Arato
"Dallo Spirito una pioggia di doni"
Scienza, intelligenza consiglio (I)

pubbl. in "Notiziario Parrocchiale", N. 10 - Novembre 1997 - Pino Torinese

Uno degli inni più belli della liturgia, l’antico Veni Creator Spiritus che si canta a Pentecoste, nella terza e quarta quartina, riferendosi allo Spirito di Dio invocato come Spirito Creatore, recita:

Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.

Sii luce dell’intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.

L’irradiarsi dei suoi sette doni nel momento in cui visita le nostre menti ha l’effetto di suscitare parole, di essere luce all’intelletto, di costituirsi come fiamma ardente e guaritore di ferite. Quali parole può evocare la presenza dello Spirito nell’uomo moderno? Di quale luce abbiamo bisogno? Di quale tepore necessita il nostro cuore? I nostri sono tempi strani. Grandi ed evidenti contrasti dilaniano la realtà della vita e della società: ricchi e poveri; Nord e Sud; uomini rannicchiati in se stessi e altri senza radici; lotte tra culture; lotte in ufficio; conflitti commerciali... Su tutti questi contrasti nascono domande, tante domande. Paradossalmente colui che avverte la presenza dello Spirito non fa che porsi domande, richieste di senso che diventano sempre più pressanti a mano a mano che approfondisce la sua esperienza e il suo cammino di fede. E le risposte? Non è facile cercarle, tanto meno trovarle.
Eppure un aiuto possiamo averlo partendo dall’antica dottrina dei doni dello Spirito. I primi tre vanno in soccorso di colui che, osservando la storia, non si accontenta di analisi superficiali.

1. Scienza
Come leggere il mondo? La realtà in cui viviamo è complessa. Questa affermazione, all’apparenza banale, nasconde un’importante implicazione: in tutto ciò che succede noi ci orientiamo con crescente difficoltà. Partendo da un’oggettiva necessità, quella di capire qualcosa di ciò che ci circonda, vengono selezionate per noi - in modo assai poco innocente - informazioni che acquistano molta importanza. Così siamo orientati verso un modo di valutare le cose spesso filtrato attraverso il rapporto di forza. E’ importante ciò che spicca, ciò che si innalza sopra la normalità: ha valore, quindi, ciò che turba l’equilibrio. Secondo questo principio sono importanti la principessa Diana, i commentatori politici, i grandi magnati dell’industria, gli uomini pubblici (conduttori di spettacoli, calciatori, e così via) e coloro che compaiono con più frequenza sul video. La scienza spirituale è un dono tanto utile quanto poco apprezzato, perché mette in dubbio questa realtà, insinua nella nostra coscienza che esistono altri modi di vita basati sull’equilibrio e sulla valorizzazione della quotidianità. A fronte di tutti gli esotismi o le evasioni che vengono cercati per ritagliarsi una fetta di straordinarietà (discoteche, esperienze “forti”, ecc.) occorre prendere coscienza che il mondo è fatto di gente normale e non esiste capo o potente che possa dirsi tale se non ci fosse chi lo sostiene con i suoi sacrifici.
Questo è il significato del mettere sotto l’ala di Dio l’insieme del mondo e della vita. Il risultato è un modo nuovo di vedere le cose: la scienza dello Spirito apre gli occhi. E si impara a vedere tutto come un inno alla vita. La bellezza del mondo, a ben guardare, consiste proprio in questa sottomissione alla normalità. Quali criteri di riferimento? Il problema è avere criteri di riferimento. Non tutto ciò che vediamo è bello. Non tutto ciò che facciamo è buono. Non tutto ciò che è buona intenzione si risolve in buona azione.

2. Intelligenza
Il secondo dono dello Spirito è la risposta alla richiesta di criteri. Occorre infatti entrare dentro l’intelligenza di Dio con infinita umiltà per comprendere che nel mistero di Dio molti fatti possono anche non riuscire comprensibili. Dobbiamo ad esempio lottare per i nostri diritti? Certamente. Ma fino a che punto spingere la lotta? Fino a che punto un’azione intrapresa con il desiderio di eliminare un’ingiustizia non ci porta a compiere ingiustizie più grandi? E’ questa quasi intollerabile situazione di incertezza a caratterizzare e tormentare la vita del cristiano che cerca nello Spirito la chiave per illuminare il mondo. L’intelligenza per farlo è una sola, quella di colui che ha creato il mondo. Una simile intelligenza può solo essere donata, non può essere acquisita da nessuno. Occorre esserne a contatto, non sperare di possederla. Lo Spirito è l’unico a possederla e regalarla. Conoscerla è una delle più alte esperienze spirituali dell’uomo: quella di penetrare (in modo del tutto imperfetto e incompleto, ma comunque abbagliante) dentro il mistero di Dio per trovare un senso nelle cose concrete della vita. Quali decisioni prendere? Decidere è una delle operazioni più difficili che l’uomo deve compiere. Che cosa sacrificare in termini spirituali per raggiungere un obiettivo? Per avanzare e guadagnare un traguardo? Per pagare meno tasse? Per dare una lezione a qualcuno che se la merita? Per risolvere un problema internazionale come quello degli extracomunitari? A volte leggere la situazione e discernere aspetti positivi e negativi è facile, a volte più difficile. Difficilissimo su tutto è scegliere quale strada devono prendere le azioni per affrontare un problema o per risolverlo.

3. Consiglio
Abbiamo bisogno di consigli, tanto più illuminanti quanto più le decisioni che li riguardano sono grandi. Quando siamo soli nel foro della nostra coscienza è facile sentire richiami di assoluto. L'errore che si fa abitualmente è gettare fuori dalla coscienza le decisioni sulle cose concrete. Come amministrare i soldi, come svolgere il proprio lavoro, come studiare meglio, che cosa comprare e così via. Un consiglio illuminato in realtà c'è: è proprio quel richiamo che udiamo e che ci viene bene di escludere dalle nostre concrete faccende private.
Lo Spirito dona consiglio, discernimento, luce. E' proprio impossibile conciliare l'economia (anche quella domestica) con l'etica di Dio? E' davvero improponibile il desiderio di raggiungere i propri obiettivi con una conduzione equa e onesta delle proprie azioni? E per il cammino di fede? Il consiglio spirituale di Dio regalato attraverso lo Spirito si realizza nell'aiuto di persone ed eventi che intervengono nella nostra vita. Chiedere il dono del consiglio può portare davvero lontano, verso l'obiettivo al quale siamo tutti diretti: la santità.

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