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Fase Quattro è una raccolta di venti testi poetici in cui esistenza, natura e Idea si incontrano
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Contrasti e temperamento 

Friday, April 08, 2016 11:08:00 AM
Una pagina particolarmente interessante dei "Pensieri sull'arte poetica" di Pascoli (1897) è quella in cui si evidenziano i contrasti dell'arte poetica. Lungi dal vedere in essa la manifestazione di chissà quale potenza ispirativa egli afferma che i segni dell'esistenza della poesia sono semplici e umili. Vediamo quali sono.
Al buio la poesia  - il fanciullino - ha paura, alla luce sogna; piange e ride senza perché; davanti alla morte ci fa commuovere, nell'allegria ci frena. Insomma rende tollerabile la felicità e la sventura temperandole d'amaro e di dolce. Fa umano l'amore rendendolo elemento di contatto e di vicinanza, fa perdere tempo quando abbiamo fretta, è compagnia nella solitudine; il nome a tutte le cose e scopre relazioni e somiglianze ingegnose tra tutto quanto ci circonda. Tutte queste operazioni sono guidate dallo stupore e dalla curiosità
La poesia sembra dunque essere, tra tutti questi contrastiil temperamento che consolida la personalità dell'uomo, sempre tesa come un arco entro una dualità contrastante: da un lato l'uomo  come dovrebbe essere - o come a lui è richiesto che sia - e che va mostrato, dall'altro lo 'spirito naturale', ciò che noi siamo veramente, che va tenuto nascosto.
Ora, Pascoli si interroga e scopre che l'umanità come civiltà tende al generale, la poesia tende invece al particolare. Dove sta il vero sentire delle cose? Sta in una visione artefatta, finta, aspra, triste, in poche parole sta nel non voler essere come si è, o piuttosto si trova scendendo nella semplicità, nella quotidianità, quasi nella banalità di cose che sono - a dirla come Sbarbaro - semplicemente quello che sono?
Il fanciullino che è in noi tende indubbiamente a questo secondo modo di affrontare la realtà. Nell'osservare con stupore pioppi, pettirossi e siepi, lo spirito veramente libero, influenzato e rafforzato dall'ardire poetico "RICONOSCE sempre in essi ciò che vide una volta". 
Cade perciò il cipiglio fiero dell'intellettuale che deve sempre generalizzare, perdendo così la capacità di godere  delle emozioni - pensiamo a tanta cultura accademica e metodi di insegnamento che anatomizzano il testo poetico e lo uccidono sacrificandolo a una totale estraneità all'esperienza vitale del lettore - cade l'indifferenza di chi conteggia solo assiduamente le cose - verrebbe da riferirsi all'industria della cultura che maneggia sempre più numeri e sempre meno significati - e si rientra in una dimensione di magnificenza della poesia che viene così resa viva, significante, stimolante e gioiosamente spensierata. Un invito da meditare.

È per tutti la poesia? 

Tuesday, March 22, 2016 3:49:00 PM
C'è in tutti l'arte poetica? O meglio è per tutti l'arte poetica?
Pascoli sembra chiederselo subito, ad apertura delle sue riflessioni del 1897. La domanda non appare retorica, ma egli la risolve con una risposta sbrigativa: se anche ci fosse qualcuno che non partecipa di tale dono di natura, costui sembrerebbe dominato dalla miseria e dalla solitudine. Effetti dell'assenza di poesia dunque sarebbero povertà e assenza di relazioni.
Perché tanta recisione nella risposta? Perché secondo Pascoli la poesia formerebbe una sorta di 'incavo' interno attraverso il quale risuonano le voci degli altri uomini. Uno strumento di comunicazione che penetra indirettamente, che risuona nell'animo umano e che mette in corrispondenza la propria anima con quella degli altri
Le caratteristiche di tale corrispondenza sono bidirezionali: tanto riverbera la poesia in entrata quanto in uscita per comunicare con il resto dell'umanità. Al di fuori della relazione che si instaura tramite la poesia v'è solo una relazione d'utilità o di bisogno:  una relazione basata su regole - vengono chiamate "leggi" dall'autore - che sono in realtà delle catene. Quando si portano delle catene si è o schiavi o ribelli, non uomini: tutti coloro che pensano di poter fare a meno della magica voce del fanciullino che sta dentro di loro sono in  realtà schiavi o ribelli della ragione perché vanno l'uno contro l'altro armati.
Chi vive nella poesia, o meglio dando ascolto alla poesia aggiunge una dimensione emotiva fondante per la convivenza civile, in quanto quella parte così negletta - la parte poetica appunto - fa sì che tutti si cerchino, si corrano incontro e si amino. 
Il valore terapeutico del fare poetico diventa chiarissimo: con lo stabilirsi di un ponte comunicativo alimentato dalla fantasia, l'umanità riesce a raggiungere in profondità la propria interiorità e riesce a superare tutti i fattori di divisione.
Arricchendo la dimensione esistenziale con una visione immaginativa, il pensiero riesce ad elevarsi e a portare l'individuo ad un livello più alto di consapevolezza e di scambio. In questo senso la poesia diventa una dimensione particolare dell'esperienza che supera la grettezza in cui naturalmente ricadono tutti coloro che considerano la quotidianità come inevitabile e ineluttabile.
Il potere liberatorio della poesia viene dunque affermato come essenziale non solo per l'espressione di sé ma anche e soprattutto per il valore sociale che ha quando venga considerato così com'è, senza nessun altro intento o fine estraneo al realizzarsi della poesia stessa.

Riflessioni sull'Arte poetica 

Sunday, March 06, 2016 3:54:00 AM
Che cos'è l'arte poetica? Nel 1897, in occasione di una serie di articoli scritti per la rivista "Il Marzocco", Pascoli ha tentato una prima risposta a questa domanda, risposta che poi è stata ampliata e rielaborata una decina di anni più tardi nel celeberrimo testo intitolato "Il fanciullino". Secondo lui esiste uno sdoppiamento nella personalità umana, divisa tra essere adulti e permanenza dell'infanzia. Questa scissione non è nuova: già Shelley, ad esempio, nel suo "A defense of a poetry" datato nel 1821, afferma che la vita mentale dell'uomo naviga tra ragione e immaginazione, e attribuisce la facoltà poetica all'immaginazione, in grado di conservare vivezza e plasticità ai pensieri umani. Anche nella visione di Pascoli l'aspetto poetico è rappresentato da un fanciullo interiore che conserva in freschezza, desiderio di purezza, spontaneità, vigore. Tutto questo si contrappone alla noia e alla pesantezza della vita 'realistica', quotidiana, adulta, razionale, capace di soffocare ogni empito di creatività dentro i suoi gravami regolativi.
Nella fanciullezza, personalità  - io cosciente, diremmo oggi, o 'io della realtà' - e fanciullino convivevano bene, poi le cose, a partire dall'adolescenza - si sono ingarbugliate.
Da adulti trasciniamo il nostro io come fosse malato, silenzioso, triste: per fortuna dentro di noi rimane questo fanciullo che di tratto in tratto fa udire la sua voce, la voce della poesia e ci restituisce un po' di gioia, di stupore
In questa visione la poesia ha una sua funzione ben precisa: tonifica e conferisce nuovamente vita alla nostra vita ch'è morta. La poesia dunque è rivitalizzante, tende a costituire un terreno privato e interiore nel quale ci si coltiva per non soffocare e soccombere alla gravezza della quotidianità
Questa idea ha un corollario importante: se è vero che sussiste questa scissione interiore in conseguenza della quale v'è la lotta dei due movimenti interni sopra descritti, ne consegue che l'immaginazione, qui rappresentata dall'arte poetica, ha una propria esistenza che è indipendente da quella mentale concreta fatta di presenza a se stessi e di razionalità. Tale vita non si può controllare, ha sue regole, sue leggi e di solito cozza con la realtà. Quanto è composto un uomo razionale, tanto è scomposto il suo fanciullino interiore, quanto è rassegnata la ragione, tanto, al contrario, è entusiasta e desiderosa di 'meraviglia' l'aspirazione poetica.
Da tali risorse scaturisce dunque la sorgente poetica: il canto che ne esce - più avanti il fanciullino è definito 'musico' - è continuo e miracoloso, non ha mai fine e contribuisce a stimolare l'uomo nel suo percorso di scoperta stupefatta del mondo.

Videolezione su Montale 

Friday, January 22, 2016 2:26:00 PM

Videolezione su Montale - Meriggiare pallido e assorto - Progetto ARMuseum;


Sotto questa stella 

Friday, December 25, 2015 3:20:00 AM

In vendita "Sotto questa stella", dieci racconti di Natale come istanti da catturare.
Il progetto che sottende a questo libretto è nato riflettendo sull'importanza che hanno alcune fuggevoli impressioni 'provate' in momenti particolari della propria esistenza. Si presentano alle soglie della coscienza e si dissolvono in fretta, lasciando un segno minuto che però penetra in profondità.
Sono sensazioni, pensieri volatili, immaginazioni, pre-visioni (ossia formazione subitanea di visioni vaporose, fluide che precedono idee più consistenti) quasi mai annunciate desiderate. Sono regali o offese che arrivano inaspettati, da accogliere con curiosità e stupore.
Posseggono l'acutezza di uno stiletto, la forza di un èmpito, la struggente dedicazione e la cristallina purezza dei desideri, a volte, così come qualche cruda verità su noi stessi che tentiamo di nasconderci o qualche percezione nostalgica di ciò che eravamo o che abbiamo immaginato o aspirato d'essere.
Queste minuscole epifanie, così come i racconti da esse generati vanno prese così come sono e non bisogna stupirsi se dipingono l'immagine di un Natale un po' fuori dal consueto.
Di sicuro tracciano l'itinerario di un tranquillo viaggio nel quotidiano con solo qualche minuscolo sussulto che sfocia in suggerimento o, speriamo, sorriso.

Puoi acquistare Sotto questa stella presso il negozio di Street Lib oppure presso Amazon

Videolezione su Pascoli 

Wednesday, December 02, 2015 4:44:00 PM

Videolezione su G. Pascoli - Il gelsomino notturno - Progetto ARMuseum

In difesa della poesia 

Sunday, November 08, 2015 12:02:00 PM

Scriveva Shelley in A defense of poetry (1821) : "La poesia è davvero qualcosa di divino. Essa è a un tempo il centro e la circonferenza della conoscenza; è ciò che che comprende tutte le scienze e a cui tutte le scienze devono essere ricondotte. LA poesia, diversamente dal raziocinio non è un potere da esercitarsi in accordo con la volontà. Un uomo non può dire: «Voglio comporre poesia». Non può dirlo neanche il più grande poeta, perché lamente quando crea è come una brace che sta spegnendosi, che una qualche invisibile forza, simile a un vento incostante, ridesta a un momentaneo splendore." Questo testo indubbiamente animato da un senso romantico evidentissimo, contiene alcune idee che paiono adattarsi a tempi come i nostri. Esaurita la fiducia in una dimensione asettica, oggettiva della conoscenza, anzi addirittura scientifizzando la non scientificità della conoscenza possibile, di fatto gli scienziati sono diventati i nuovi poeti, i nuovi affabulatori dell'evo moderno postatomico. Vengono alla mente i sacerdoti dell'atomo partoriti dalla fantasia di Van Vogt che partendo dalla scienza, d'un tratto si sbarazzano dell'apparato scientifico per cercare di dominare una conoscenza andata fuori controllo e diventano i torpidi sostenitori d'un sistema regredito. La scienza diventa religione, così come la conoscenza diventa oggi narrativa e torna a necessitare degli strumenti narrativi della poesia per trovare una sua strutturazione.

Per questo ho deciso di aprire gli archivi e di ripercorrere a vario titolo alcune tappe di composizione poetica.

La prima che ho intitolato "Fase quattro" è l'ultima in ordine di composizione mentre nella pagina fan ricostruisco il percorso che negli anni ha portato a questi ultimi testi. Poesie per un anno è un progetto che, attraverso una scansione di tipo temporale (non strettamente cronologico), tocca alcuni nodi vitali di riflessione come la potenzialità delle parole, l'attribuzione di un senso al comune pensare umano, il desiderio di elevazione che collide con la presa di coscienza dei limiti antropologici. Fase quattro è disponibile presso StreetLib shop. Un'anteprima è consultabile qui.

Videolezione su Shelley 

Thursday, October 22, 2015 4:35:00 AM
 
Videolezione su Shelley - All'allodola nell'ambito del progetto ARMuseum
 

Il Museo delle Idee 

Friday, May 29, 2015 4:22:00 PM

Si riapre a Poirino nella sede centrale dell'Istituto di Corso Fiume 77, Poirino il Museo delle Idee che raccoglie i lavori conclusi di preparazione d'esame di 3ª media. Il Museo é formato da installazioni plastiche che rappresentano graficamente e simbolicamente i più importanti testi poetici e prosastici su cui é stato effettuato il lavoro di analisi nel corso dell'anno. La visita é facilitata da schede di presentazione elaborate dagli alunni e da audio guide registrate dagli autori delle postazioni. Tali audio guide si possono attivare mediante il riconoscimento di un codice QR che rimanda al sito podcast della scuola su
cui sono depositati i file sonori. Il museo costituisce un interessante spaccato delle sensibilità degli adolescenti che reagiscono agli stimoli culturali lanciati dagli autori del passato per comprendere meglio il presente e il futuro. É possibile visitare il museo concordando l'orario con l'ufficio stampa della 3B.
È possibile visitare il Museo dall'8 al 12 Giugno in orario scolastico (8.00-14.00) o eccezionalmente su richiesta.

Lezione Ultrame a TIM4Expo - Milano 

Thursday, February 26, 2015 10:45:00 AM
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