Fase Quattro

Fase Quattro è una raccolta di venti testi poetici in cui esistenza, natura e Idea si incontrano
 

Ecco un saggio di tre delle poesie che trovate nella raccolta Fase Quattro. Per leggerle tutte potete acquistare il libro facendo click sul link qui a sinistra...

Antillide

Quando il giorno sarà spento
Non più il respiro gioverà al corpo:
Allora nel meriggio arido
Vedremo un baleno di stelle.

Strana forza è quella della Fine
Così insieme all'Inizio,
Intrecciate le due estremità
Solo più un sospiro, un rantolo annoda.

È questa l'antillide fiorita del mattino
Che nel sole attraversa un confine,
L'oscura linea dell'incerto.

Ma in questa sembianza confusa
Sola è la sicurezza del tempo
Che passa, passa senza abbrevio.
 

Allodola canora

Altro non è che un'eco

Quella che spande innanti.
O uomo sii pronto a rispondere
Quando il cielo s'innalza.

È ardore di tremula nostalgia

Quella che le nubi portano
Quando un occaso,
D'azzurro tinto

 

Rinfora il plumbeo bassore.
E la luce, alla luce rispondere
Occorre per dire solo

Il suo raggio di dolore, cauterio di piacere:

Fatti non siamo per morire
Ma per eternamente

Gioire

Sperare
E ricadere
Per ciò che di puro,
Di più puro assembrano
Questi occhi
Questi suoni
Questi chiarori
E i rossori
Abbandonati
Dentro il silenzio
Che sola, la sorpresa,
un'allodola canora
Tradisce.
 

Gufo notturno

Tremore è un simbolo tenue
Che attraversa la vita e se ne nutre
Rimandando colà dove
Intimi suonano nacchere.

E intento il buio si avanza
E totem bruciano, divorati
Da un sole oscuro mentre
L'occhio si alza sgomento

Verso un cielo senza verba.
E muta è anche la terra,
Gretta di sensi, molle di anime
Finché un filo d'acqua

Prima del gran gettarsi
Nell'abisso, si separa e
Cade a filo sopra il cranio
Dei molti. Ecco cessare

Quel gelo mortale che
Apprende i moti, quella
Disperazione che assale
Il gufo notturno.

Tutto, libero, rialza il capo
Prostrato e riprende saldezza
Per dimostrare che non
V'è vita senza morte.