Shelley 5: uno specchio per eliminare le distorsioni 

Wednesday, October 21, 2020 2:35:00 AM

In Shelley l’idea centrale è che vita e poesia siano intimamente collegate. E che tutte e due abbiano un rapporto con l’eternità in quanto espressione della verità. È sorprendente come egli identifichi il senso dell’eternità con la verità. Il modo per sfuggire alla caducità determinata dal tempo è quello di appellarsi a quanto di eterno l’uomo può produrre. Questo, d’altro canto rende ‘veritiero’ quello che esprime perché fare poesia è come un districarsi tra le fallacie del tempo per arrivare al centro di ciò che siamo: quel che rimane non può che essere veritiero perché on ha inizio e non ha fine. In altre parole l’intima essenza di ciò che non può durare perché ha bisogno del tempo (come ad esempio la narrazione) non merita di essere considerato. Il poeta è colui che tende a questo centro, la poesia è l’immagine stessa della vita espressa nella sua verità eterna.
Un altro aspetto che deriva da questa idea di contatto (o identificazione) con il centro della vita è l’universalità della poesia. Shelley afferma che “la poesia è universale perché contiene in sé il germe di una relazione con qualsiasi  motivo o azione suscettibile di verificarsi nella varietà della natura umana.” Si badi bene: la poesia è concepita come germe di relazione non come relazione già data. Che cosa significa? Se volessimo usare una metafora, potremmo dire che la poesia è un seme: quando questo seme viene piantato (cioè, quando il componimento poetico viene fissato con le parole, allora attecchisce e si sviluppa, e rispecchia in qualche modo azioni e motivi che caratterizzano la vita umana. Il rapporto è dinamico: non significa una cosa una volta per tutte ma significa quella cosa che diviene – e quindi muta  nel tempo. Per questo al termine del ragionamento si afferma che “il tempo distruttore accentua la bellezza della poesia in virtù del soffio vitale che essa ha ed elabora continuamente  nuove e meravigliose applicazioni della verità eterna contenuta in essa.” Insomma la poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto – appannato - dal tempo.

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